La letteratura ha trattato tutti i tipi psicologici possibili di conflitti erotici, ma il più semplice motivo di conflitto è passato inosservato per la sua stessa ovvietà. E’ il fenomeno dell’essere-già-occupato (…) L’astratta cronologia esercita in realtà la funzione che si vorrebbe assegnare alla gerarchia dei sentimenti. Nell’essere impegnati, oltre la libertà di decisione e di scelta, c’è un elemento del tutto accidentale che sembra in contraddizione con ogni pretesa di libertà. (…) La priorità dell’accidentale ha potenti ragioni da far valere: preferendo una nuova persona alla prima si fa, in ogni caso, del male a quest’ultima, in quanto si annulla il passato della vita in comune, e l’esperienza stessa viene – se si può dir così – cancellata. L’irreversibilità del tempo fornisce un criterio morale oggettivo. Ma questo criterio, come il tempo astratto, è apparentato al mito. L’esclusività insita nel tempo astratto si dispiega, secondo il suo stesso concetto, nel dominio esclusivo di gruppi ermeticamente chiusi, cioè, in definitiva, della grande industria. Nulla di più commovente dell’ansietà della donna amante che teme che la nuova possa attirare su di sé – proprio per quella novità che è prodotta, per antitesi, dal privilegio della priorità – quell’amore e quella tenerezza che sono il suo bene più prezioso, appunto perché non si lasciano possedere. Ma da questo timore commovente, senza di cui sparirebbe ogni calore ed ogni intimità, una linea ininterrotta conduce, attraverso l’avversione del fratello per il nuovo nato e il disprezzo dello studente iscritto ad un’associazione goliardica per la sua matricola, alle leggi sull’immigrazione che proibiscono l’accesso dell’ Australia socialdemocratica a tutti i non-caucasici, fino alla distruzione delle minoranze razziali ad opera dei fascisti: dove calore e intimità esplodono nel nulla. Non solo, come Nietzsche ben sapeva, tutte le cose buone sono state un tempo cose cattive: anche le cose più delicate, abbandonate alla loro forza di gravità, tendono a sfociare nella brutalità senza limiti. Sarebbe vano cercare una via d’uscita da questo labirinto. Ma è possibile individuare il momento funesto che mette in movimento tutta questa dialettica: e, precisamente, nel carattere esclusivo del ‘primo’.
Postato in: Minima Moralia | Messo il tag: Democrazia, Libero Pensiero, Politica, prometeo incatenato, prometeo liberato, Scuola di Francoforte, Sociologia, Theodor Adorno

